I GDR del 2019

Ormai il 2018 è agli sgoccioli e il prossimo anno è alle porte. In questi ultimi mesi ci sono state alcune uscite interessanti, di cui parlerò meglio in un prossimo articolo, ma come sarà il 2019 per tutti gli amanti dei giochi di ruolo? Beh, ho già parlato qualche giorno fa di The Outer Worlds, ma oltre al nuovo progetto di Obsidian non mancherà qualche altro nome interessante, quindi diamo un’occhiata insieme a cosa ci aspetta nei prossimi dodici mesi.

Partiamo con Biomutant, che suscitò una certa curiosità quando venne annunciato durante la Gamescom 2017 grazie soprattutto alla sua particolare ambientazione post-apocalittica ma popolata da animali antropomorfi. Da allora l’action GDR open world è un po’ sparito dai radar, e in origine era previsto proprio per quest’anno, ma dovrebbe comunque ricomparire nei prossimi mesi per poi arrivare nei negozi nelle versioni per PC, PS4 e Xbox One nel corso del 2019.

Rimanendo sui giochi quasi-AAA, troviamo anche The Surge 2, nuovo capitolo del souls-like sci-fi di Deck 13, autore anche di Lords of the Fallen. Chi ha apprezzato lo stile e i combattimenti del predecessore dovrebbe ritrovare la stessa anima in questo sequel, con in più la promessa da parte degli sviluppatori di ampliare e migliorare il level design. Anche questo gioco, proprio come il suo predecessore, è previsto sia per PC che per PS4 e Xbox One.

Un altro action GDR a medio budget è Greedfall, realizzato dai francesi di Spiders, in passato alle prese con Of Orcs and Men, Mars: War Logs, Bound by Flame e The Technomancer. Il principale tratto distintivo di Greedfall per ora risiede nella sua ambientazione, che mescola magia e il Nuovo Mondo nel XVII secolo, con nativi, forze coloniali e mostri.
Resta da vedere se il mix risulterà riuscito, ma quanto meno apprezzo lo sforzo nell’usare un setting un po’ meno abusato del solito fantasy medievaleggiante. Anche in questo caso, è prevista l’uscita per PC, PS4 e Xbox One.

Nel 2019 ci sarà spazio poi anche per Wasteland 3, nuovo gioco di inXile che, nonostante la recente acquisizione da parte di Microsoft, sarà disponibile anche per PS4, in aggiunta alle versioni PC e Xbox One chiaramente. Rimarrà l’impostazione classica, con visuale dall’alto e combattimenti a turni in cui controllare un gruppo di ranger, questa volta però l’ambientazione si sposta dai deserti di Arizona e California ad un nevosa ma sempre post-apolittico Colorado.
Chi mi conosce sa già che non ho apprezzato molto (per usare un eufemismo) i precedenti lavori di inXile, e magari in futuro caricherò qualche recensione o analisi più approfondita, e quindi non nutro grandi speranze neanche in questo terzo capitolo, per quanto qualche motivo per seguirne lo sviluppo ci sia, primo fra tutti il fatto che a fare da lead designer ci sia George Ziets, creative lead per Neverwinter Nights 2: Mask of the Betrayer.

Come abbiamo visto finora, non ci sono molti AAA in uscita nel 2019, almeno finora… magari qualche ulteriore annuncio potrebbe arrivare nel corso dei prossimi mesi. BioWare è infatti impegnata a seguire la strada di Destiny con Anthem, Bethesda ha da poco pubblicato il disastroso Fallout 76, mentre Starfield e TES VI sono ancora lontani dall’essere pronti, di Obsidian e The Outer Worlds ho già parlato più nel dettaglio nello scorso articolo e se volete saperne di più vi rimando ad esso.
Resta CD Projekt, che nello scorso E3 ha finalmente mostrato al mondo Cyberpunk 2077, a oltre cinque anni di distanza da quel teaser con cui ne aveva annunciato lo sviluppo. Molti sono rimasti entusiasti di quanto visto, e avendo apprezzato moltissimo il lavoro di CDP sui The Witcher anch’io attendo impazientemente la loro prossima opera, ma onestamente non penso che sarà possibile metterci le mani prima del 2020, a meno di non trovare lavoro presso la software house polacca almeno.

Parlando di un altro gioco che difficilmente vedrà la luce nel 2019 (ma sperare non costa niente) non posso non nominare Mount & Blade II: Bannerlord, che non è un gioco di ruolo tradizionale (e anzi, forse non è neanche un gioco di ruolo) ma che comunque non vedo l’ora che esca, anche e soprattutto perché Warband era una gran figata.
Bannerlord dovrebbe migliorare, oltre alla grafica, anche il core gameplay, mantenendo la stessa anima e impostazione generale ma rifinendone le meccaniche e aggiungendone di nuove, come una più elaborata gestione degli assedi e una maggiore varietà delle missioni, ed effettivamente in Warband capiva in fretta di ritrovarsi a svolgere lo stesso tipo di attività. Oltre a tutto questo, dovrebbe anche mantenere la solita natura user-friendly, permettendo alla comunità di metterci le mani e realizzare le proprie mod con facilità.
L’unica pecca è che non si sa ancora nulla di un’eventuale data d’uscita, non resta che seguirne lo sviluppo e sperare che non ci voglia troppo tempo.

Ma non sono solo questi i GDR che dovrebbero uscire il prossimo anno, infatti ci sono anche parecchi indie molto interessanti.
Uno dei più intriganti è Disco Elysium, che qualcuno forse conosceva col nome di No Truce with the Furies prima che gli sviluppatori optassero per cambiarne il titolo. Per chi invece non lo conoscesse, si tratta di un gioco di ruolo isometrico con ambientazione urban fantasy in cui il giocatore vestirà i panni di un detective alcolizzato alle prese con un caso da risolvere.
Oltre all’affascinante stile grafico adottato dagli autori, Disco Elysium ha la particolarità di avere un sistema di dialogo più elaborato del solito, con l’ambizione di dare un ruolo anche alla psiche del proprio personaggio… e quindi scegliendo certe risposte i processi mentali del nostro protagonista cambieranno, a volte suggerendo determinate opzioni o rendendo meno probabile che ne appaiano altre (per fare un esempio semplice, se vi comporterete in modo autoritario vedrete apparire più spesso pensieri e risposte autoritarie da adottare nelle varie situazioni in cui sarete coinvolti). Oltre a questa meccanica originale, un’altra particolarità è data dalla mancanza di un sistema di combattimento classico, con gli scontri che verranno risolti sempre tramite interfaccia di dialogo (e stat check). Insomma, resta da valutare la bontà del gioco finale, ma le idee interessanti di certo non mancano!

Druidstone: The Secret of the Menhir Forest invece ci riporta nel fantasy con foreste rigogliose, montagne nevose, rovine e dungeon con enigmi da risolvere e mostri pericolosi da combattere. Benché sia realizzato dagli autori dei due apprezzatissimi Legend of Grimrock, Druidstone non è un dungeon crawler in prima persona ma prende in prestito elementi da GDR tradizionali, JRPG e pure dai giochi da tavolo, tanti combattimenti tattici a turni in cui gestire il proprio gruppo di avventurieri.

Un altro indie degno di nota è Copper Dreams: anche in questo caso troviamo visuale dall’alto e combattimenti a turni, ma invece di un mondo fantasy ci ritroveremo ad esplorare un’ambientazione cyberpunk. Il gioco promette di permettere più approcci in ogni missione, scegliendo di volta in volta se sfruttare l’aiuto delle ombre per superare furtivamente i nemici, usare la forza bruta o il carisma. Oltre a questo, un’altra scelta interessante è quella di non utilizzare un sistema di punti vita per regolare la salute del proprio pg: invece subendo colpi il nostro protagonista si ritroverà con una ferita, che cambierà in base alla parte del corpo colpita e che influenzerà negativamente le sue statistiche, accumulando troppe ferite sopraggiunge il game over.

Underrail: Expedition è invece l’espansione del gioco di ruolo post-apocalittico del 2015, e dovrebbe aggiungere molta carne al fuoco per tutti i fan della campagna originale, mantenendone l’impostazione, i combattimenti tattici a turni ma aggiungendo una nuova storyline, accessibile da circa metà gioco in poi, e tante nuove missioni e location, dando maggiore varietà al gioco. Infatti non ci si muoverà più solo tra tunnel e caverne, ma si esplorerà il mare sotterraneo e le aree circostanti, caratterizzate da nuova fauna, flora e anche, ovviamente, diversi nuovi nemici, tra cui addirittura dei pirati.

Un altro GDR previsto per il prossimo anno è Odd Gods, low fantasy ambientato a fine Anni Novanta con al suo interno le varie sottoculture del periodo (nerd, goth, skater, ecc.), riferimenti pop, viaggi nel tempo e un sistema di allineamento basato sui propri gusti musicali (mainstream, alternative, underground). Già da queste prime parole è chiaro che si tratta di un gioco piuttosto originale e interessante, ma a tutto ciò si aggiunge la presenza di molte scelte da affrontare, che dovrebbero influenzare il proseguimento dell’avventura e il finale, combattimenti a turni in cui comanderemo un gruppo di personaggi e contenuti tutti creati a mano. Niente level scaling, incontri casuali e contenuti procedurali, insomma.
Se tutto ciò rientra nei vostri gusti, segnatevi questo nome. Io l’ho già fatto e spero di scoprirne presto qualcosa di più.

oddgods

Altro gioco dal titolo simile ma in realtà piuttosto diverso è Fallen Gods, creato dal creatore di Primordia, che ha deciso di abbandonare le avventure grafiche (almeno a questo giro) per buttarsi in quello dei giochi di ruolo.
Fallen Gods si ispira un po’ a King of the Dragon Pass, un po’ al gioco da tavola Barbarian Prince e alla mitologia norrena, mettendo il giocatore nei panni di un dio che deve cercare di sopravvivere in un mondo decadente. Al centro dell’esperienza ci saranno le scelte da compiere, presentate sotto forma di vignetta in stile libro game (o choose-your-own-adventure) e i cui esiti dipenderanno dalle abilità, dagli oggetti e dai seguaci del protagonista e determineranno il modo in cui proseguirà l’avventura. Non mancheranno inoltre combattimenti tattici.
Infine, aspetto che farà piacere ad alcuni e meno ad altri, i contenuti di gioco verranno creati proceduralmente. Di solito non è un approccio che amo particolarmente, soprattutto in un GDR, però il resto sembra molto interessante, per cui gli darò senz’altro un’occhiata.

Chiudiamo con altri due titoli indie: prima il GDR horror e lovecraftiano Stygian: Reign of the Old Ones in cui il giocatore dovrà viaggiare dalle rovine di Arkham fino alle profondità degli abissi, cercando di mantenere la propria sanità mentale. Il gameplay, stando alle parole degli sviluppatori, promette di offrire un mix di scelte e possibilità interpretative interessanti e combattimenti tattici a turni, oltre a sfruttare una grafica 2D con illustrazioni che si ispirano allo stile degli Anni Venti, e fra le influenze citate dai creatori figurano Planescape: Torment e i primi due Fallout.

Infine, un altro GDR che dovrebbe uscire nei prossimi mesi è Black Geyser (sì, il nome non è un granché), fantasy con visuale isometrica e combattimenti in tempo reale con pausa. L’ispirazione principale è palesemente Baldur’s Gate, mentre l’interfaccia sembra copiata pari pari da Pillars of Eternity, e come quest’ultimo Black Geyser è stato finanziato tramite Kickstarter, per quanto non abbia alle spalle sviluppatori conosciuti come Obsidian.
La caratteristica più interessante e che potrebbe distinguere questo gioco dagli altri è la meccanica dell’avidità, che sarà influenzata dalle scelte del gioco e a sua volta influenzerà il mondo di gioco, corrompendo l’anima dei personaggi che incontreremo. Se quindi ci comporteremo spesso in modo avido, ci saranno conseguenze, dal fatto che i PNG saranno più “tirchi” e offriranno meno ricompense per gli incarichi che ci affideranno fino alla comparsa di razziatori sul campo di battaglia, che cercheranno di attaccarci per depredarci del sudato bottino raccolto.

Per adesso è tutto, come detto non ci sono molte uscite di alto profilo all’orizzonte, ma per chi apprezza anche le opere dal budget limitato si preannuncia un’annata interessante. Continuerò in ogni caso a seguirne gli sviluppi e vi aggiornerò sia sui titoli in questione che per eventuali nuovi annunci degni di nota.


3 risposte a "I GDR del 2019"

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