Gothic – La recensione

Non è facile scrivere la recensione di un gioco come Gothic per me, né farlo oggi a quasi vent’anni di distanza dalla sua uscita. Non è facile perché è un gioco a cui sono molto legato e perché, anche se in alcuni aspetti è stato superato da altri gdr (primo di tutti il suo sequel), rimane un’opera di grande importanza e che ha introdotto elementi fino a quel momento non presenti in altre produzioni “ruolistiche”, o per lo meno non ritratti con tale efficacia.

Inoltre, non è semplice anche perché è un titolo decisamente grezzo e poco rifinito, cosa che tutto sommato è pure normale trattandosi dell’opera prima di una software house composta da ragazzi poco più che ventenni, la cui portata non è stata subito compresa né dalla stampa né da molti giocatori, frenati da un primo impatto piuttosto brusco e da un sistema di controlli macchinoso.

Infine, ed è forse l’aspetto più importante, Gothic è un gioco il cui valore d’insieme è superiore alla somma delle sue parti: infatti, esaminandone ogni aspetto o meccanica, una per una, è difficile individuare delle vere e proprie eccellenze. Il sistema di combattimento fa il suo dovere ma è comunque lontano dalla perfezione, la storia non è certamente al livello di giochi come Planescape: Torment, lo stesso si può dire anche per i personaggi o per i dialoghi, l’impianto tecnico non è all’avanguardia… insomma, ci siamo capiti. Eppure fin dai primi momenti Gothic avvolge il giocatore e lo immerge nel suo mondo di gioco, ed è davvero difficile resistere al suo fascino.

Inizio di Gothic
Diego, uno dei pochi personaggi amichevoli e fortunatamente anche una delle prime facce che incontrerete in Gothic

Lo fa grazie a un’ambientazione semplice ma efficace, più cupa del solito e con linee di demarcazione fra bene e male meno marcate di quanto non si veda spesso in altri gdr, in cui il giocatore si trova in una colonia penale insieme a tanti criminali e il cui obiettivo per una volta non è tanto salvare il mondo ma riconquistare la libertà, non prima però di aver scalato i ranghi ed essersi fatto un nome. Già, perché il mondo di Gothic è spietato e non fa sconti, il protagonista al suo arrivo è l’ultima ruota del carro e dovrà sudare per farsi strada nella scala sociale della colonia, sopportando i soprusi di chi un nome se l’è già fatto e dovendo fare attenzione a chi non si farebbe alcuno scrupolo nell’usarlo per il proprio tornaconto. In questo l’approccio scelto dagli sviluppatori è stato quello di creare un mondo di gioco più realistico e verosimile, rispetto a quanto non si veda spesso in altri gdr.

Prima ho detto che Gothic non ha delle vere e proprie eccellenze, ma in realtà non è del tutto corretto: l’atmosfera della colonia è eccezionale ed immerge il giocatore fin dai primi istanti in un open world ricreato con cura certosina da Piranha Bytes. Contribuiscono a tutto ciò i dialoghi spesso asciutti e dritti al punto ma efficaci, spesso arricchiti da un sarcasmo ben riuscito e che lo mette in controtendenza coi toni spesso epici e talvolta pure pomposi di alcune opere rivali, i personaggi che pur avendo una caratterizzazione piuttosto semplice riescono a rimanere impressi fin da subito nel giocatore, ma soprattutto a favorire l’immersione è la cura con cui è stato ricreato l’eco-sistema di gioco.

Gli abitanti hanno routine comportamentali, si alzano la mattina per andare a lavorare o ad allenarsi, vanno a dormire la sera, reagiscono bruscamente se il giocatore invade i loro spazi o estrae le armi, dando un primo avvertimento per poi passare ai fatti. Pure la fauna locale ha le proprie routine (pur se più semplici rispetto a quello dei PNG) e può capitare di vedere mostri e animali contendersi il territorio o cacciare e sfamarsi dei malcapitati. Tutto questo può forse apparire abbastanza banale oggi, ma nel 2001, anno di uscita di Gothic, non lo era affatto.

Panorama di Campo Vecchio
Vista di Campo Vecchio, uno dei tre accampamenti principali e che visiterete spesso, nel corso delle vostre avventure

La mappa di gioco è inoltre ampia pur senza essere enorme ed è ben caratterizzata visivamente, con zone facilmente riconoscibili e punti di riferimento che imparerete a riconoscere mano a mano che la esplorerete (e farlo sarà un piacere). Al suo interno non mancano aree decisamente pericolose, in cui potreste capitare ben prima di essere pronti ad affrontare le creature temibili che le popolano, facendo così una brutta fine. Questo perché Gothic è un gioco che non prende per mano il giocatore, pur non essendo mai frustrante, ma richiede qualche sforzo per comprenderne le regole.

L’approccio iniziale può tuttavia essere impegnativo, in quanto il protagonista è l’ultima ruota del carro in tutto e per tutto e può morire contro praticamente qualunque nemico si incontri, con pochissime eccezioni. Capiterà di prendere bastonate nelle prime ore, e ci vorrà un po’ prima di essere in grado di farsi valere, ma una volta che sarà possibile la soddisfazione sarà immensa e potrete vendicarvi di tutti coloro che vi hanno fatto penare nelle fasi iniziali. Nonostante l’inizio sia un po’ in salita, specie per un neofita, mano a mano che si prosegue nel gioco e si cresce di livello la sfida cala nettamente, ed in effetti la seconda metà di gioco è piuttosto facile, probabilmente pure troppo. Tuttavia, avendo dovuto sudare all’inizio, ogni miglioramento del nostro protagonista viene percepito come meritato.

Sempre parlando del sistema di progressione, è bene spendere qualche parola sul modo con cui potrete far crescere le vostre abilità e statistiche. Come in ogni gdr che si rispetti, accumulando abbastanza esperienza passerete di livello e guadagnerete punti da spendere per migliorare gli attributi del vostro personaggio. Diversamente da molte altre produzioni, però, per spendere questi punti dovrete trovare dei maestri che vi allenino e spesso lo faranno solo dietro compenso. Si tratta senza dubbio di un’idea interessante e che per altro ben si sposa con l’atmosfera e il tono di Gothic, aumentandone ulteriormente il grado di immersione.

Fasi avanzate di Gothic
A fine gioco avrete dell’equipaggiamento portentoso e potrete disporre facilmente di praticamente ogni nemico che incontrerete

Non manca comunque qualche aspetto meno riuscito, per esempio i combattimenti sono piuttosto grezzi e basilari, pur riservando anche sorprese positive come la presenza di diverse animazioni in base all’arma usata e all’abilità del protagonista con tale arma. In generale comunque, una volta presa la mano con i controlli piuttosto macchinosi e con una mappatura che appare oggi decisamente peculiare, gli scontri intrattengono il giusto.

Un difetto invece più importante risiede nel calo che contraddistingue l’ultima parte del gioco, che appare nettamente meno curata rispetto alla precedente. In particolare, il numero di missioni secondarie da svolgere cala drasticamente ed è possibile terminare tutte le side quest già nei primi due capitoli, rimanendo con la sola trama principale da svolgere nella parte finale del gioco. E pure le missioni principali perdono di qualità nelle ultime fasi: rimangono comunque in grado di coinvolgere e spingere il giocatore ad andare avanti e chiudere il cerchio, sia chiaro, ma un po’ di varietà in più non avrebbe guastato. Tutti aspetti poi rifiniti e migliorati nel successore, Gothic II.

Nonostante questi difetti, però, Gothic rimane un’esperienza che nessun amante del gioco di ruolo dovrebbe lasciarsi scappare, in grado di regalare un’esperienza open world come ne esistono poche e soprattutto capace di catturare il giocatore fin da subito grazie ad un’atmosfera impareggiabile. La sua importanza storica inoltre nell’avere imposto determinati standard ben prima di molte opere concorrenti ben più blasonate e con budget più elevati non va né dimenticata né sottovalutata e, superato l’approccio iniziale che può essere complesso, Gothic è ancora in grado di ammaliare oggi esattamente come faceva nel 2001.


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