Non solo elfi e draghi: i migliori gdr non-fantasy

Il fantasy classico con elfi, nani, orchi e draghi ha sempre dominato la scena dei gdr, fin dai primi lavori usciti negli Anni Ottanta come Wizardry, Might and Magic e Ultima. Il motivo è semplice e risiede nel fatto che praticamente tutti i gdr per computer del periodo si ispiravano in un modo o nell’altro a Dungeons & Dragons e al suo immaginario tipicamente high fantasy.

Tutt’oggi la maggior parte delle produzioni ruolistiche ha ambientazioni fantasy e non sono poi così tanti i giochi che provano a proporre qualcosa di diverso e di un po’ meno abusato. Oggi però ci concentriamo proprio su di loro, andando ad elencare alcuni dei migliori gdr che hanno deciso di allontanarsi dalle influenze tolkeniane.

Alpha Protocol

Mike Thorton in azione
Potete optare per un approccio votato all’azione ma anche cercare di sfruttare la furtività

Il gdr d’azione del 2010 di Obsidian è un titolo decisamente imperfetto in molte sue parti, soprattutto sotto il profilo tecnico e pure nel gameplay decisamente mediocre, ma allo stesso tempo ha degli indubbi meriti per quanto riguarda l’impianto di scelte e conseguenze e la reattività, con le numerose decisioni del giocatore che hanno un fortissimo impatto sull’evolversi delle vicende, al punto che difficilmente potrete giocare due partite uguali l’una all’altra.

Inoltre, la sua ambientazione spionistica che prende un po’ da James Bond, un po’ da Jason Bourne e un po’ da Jack Bauer rimane un unicum all’interno del genere, quindi se volete impersonare una spia alle prese con terroristi e complotti internazionali in un gdr… beh, Alpha Protocol è quello che fa per voi!

Darklands

un combattimento in Darklands
La grafica è piuttosto arretrata, ma se riuscite ad andare oltre scoprirete che Darklands ha molto da offrire

Gioco di ruolo storico (pur con qualche elemento fantastico), ambientato nell’Europa medievale e pubblicato nel 1992 da MicroProse. Al suo interno troverete una ricostruzione storica piuttosto accurata mischiata però ad elementi del folklore europeo di quel periodo storico, e quindi non mancheranno streghe, alchimia, miracoli e demoni.

Darklands è uno dei primi esempi di open world in ambito gdr, nonché uno dei primi giochi di ruolo ad usare un sistema di combattimento in tempo reale ma con la possibilità di fermare l’azione e mettere tutto in pausa (sistema che verrà poi ripreso da giochi successivi come Baldur’s Gate e Planescape: Torment). Non tutti riusciranno ad andare oltre l’impianto tecnico sicuramente arretrato, ma chi dovesse riuscirci troverà un gdr estremamente interessante e ricco di idee e meccaniche che hanno influenzato anche alcuni dei titoli più moderni, tra cui pure Pillars of Eternity.

Deus Ex

Deus Ex screenshot featuring JC Denton against MIB agents
L’interfaccia di Deus Ex in azione. Come potete vedere, la grafica è un po’ obsoleta oggi, ma è il caso di andare oltre per godervi un autentico capolavoro

Il capolavoro di Ion Storm, ritenuto da molti uno dei migliori giochi di sempre, presenta un’ambientazione cyberpunk che prende diverse teorie complottistiche per presentare un quadro piuttosto grigio del futuro, in cui grandi corporazioni, entità sovranazionali, politici e terroristi lottano per il controllo del pianeta.

Nei panni di JC Denton, un agente di un’unità anti-terrorismo, dovrete compiere scelte difficili e che influenzeranno lo sviluppo degli eventi, decidendo di volta in volta l’approccio con cui preferite affrontare ogni situazione. Il gioco infatti risplende per la grandissima libertà di scelta concessa al giocatore e per il numero elevatissimo di opzioni a vostra disposizione, oltre che per un level design davvero eccezionale. Deus Ex è un capolavoro che merita pienamente la sua fama e che è bene giocare, a dispetto della grafica ormai obsoleta.

Dopo il primo capitolo, seguono Invisible War, controverso sequel che semplifica un po’ troppo le meccaniche del suo predecessore, e i due prequel con protagonista Adam Jensen, Human Revolution e Mankind Divided, che invece riprendono perfettamente lo spirito dell’originale pur smussandone un po’ alcuni angoli per rendersi più appetibili a un pubblico moderno.

Fallout

armatura da ranger in Fallout: New Vegas
Fallout: New Vegas unisce il gameplay più moderno di Fallout 3 e lo spirito dei primi due capitoli, di cui riprende pure diversi elementi e fazioni

Nel 2077 le tensioni fra Stati Uniti e Cina esplodono in un conflitto atomico di portata mondiale, che cancellano il mondo così come lo conosciamo oggi. Dalle ceneri delle precedenti civilizzazioni, umani e mutanti lottano per sopravvivere e ricostruire quanto andato distrutto.

La serie è cambiata molto nel corso del tempo, passando dalla visuale isometrica e i combattimenti a turni dei primi due episodi alla prima persona e il combattimento in tempo reale in Fallout 3 (e nei titoli successivi), e anche altri aspetti di gioco cambiano, in certi casi pure fortemente, di capitolo in capitolo. Laddove i primi due (e New Vegas) pongono l’accento su un quest design profondo e possibilità di scelta quasi infinite, il 3 e il 4 puntano invece su un’elevata libertà esplorativa in uno scenario open world sacrificando però le complessità dei predecessori.

In ogni caso, si tratta di una serie importante e da tenere fortemente in considerazione, sia se amate le ambientazioni post-apocalittiche, sia se più semplicemente amate i giochi di ruolo ben fatti e volete godervi alcuni dei più grandi classici del genere.

Kingdom Come: Deliverance

battaglia in KCD
Grazie alla sua ambientazione storica ricreata con grande cura, Kingdom Come è un gioco di ruolo unico e affascinante

Se Darklands di cui ho parlato sopra mescola assieme storia e fantasia, Kingdom Come: Deliverance opta invece per realizzare un’ambientazione interamente basata sulla realtà e in particolare sulla Boemia del XV secolo. L’approccio realistico degli sviluppatori si riflette non solo nella cura certosina destinata alle località di gioco e al contesto socioculturale, ma anche nelle meccaniche di gioco, che pongono l’accento su realismo e immersione.

In Kingdom Come viaggerete per un’ampia mappa aperta e completamente esplorabile, scegliendo se seguirne la trama o se invece dedicarvi alle missioni e attività secondarie, affrontando i vostri nemici in duelli all’ultimo sangue oppure affidandovi alle ombre per passare inosservato, comportandovi da cavaliere gentiluomo o da canaglia senza scrupoli. La scelta è vostra e, se cercate qualcosa di diverso dal fantasy e con una certa enfasi su realismo e sulla simulazione di un mondo medievale verosimile, l’ottima opera creata dagli sviluppatori di Warhorse Studios è ciò che fa per voi.

Mass Effect

il pianeta Illium in Mass Effect 2
Mass Effect 2 cambia tono rispetto al predecessore e modifica il gameplay, limitando le possibilità esplorative e rimuovendo alcune statistiche in favore di un approccio più votato all’azione

BioWare si avventura per la seconda volta nel mondo della fantascienza e crea Mass Effect, serie di gdr dalla forte componente tps in cui vestirete i panni del Comandante Shepard, al comando di una avanzatissima nave spaziale e col compito di salvare la galassia da antiche minacce e di relazionarsi con le tante specie aliene che popolano la Via Lattea.

Ad aspettarvi ci saranno un’ambientazione ben creata che pesca un po’ da Star Wars, un po’ da Star Trek e un po’ da altri fonti ancora in modo efficace, un equipaggio composto da alcuni dei migliori compagni mai creati da BioWare, tanti dialoghi, azione e l’approccio cinematografico della software house canadese probabilmente al suo apice. Purtroppo, dopo un inizio ottimo e che poneva basi interessantissime, il futuro della serie non è stato luminoso come si poteva sperare, specialmente con un terzo capitolo che chiude in malo modo la trilogia e uno spin-off successivo, Andromeda, pieno di problemi, sia nel gameplay che nella narrativa.

Shadowrun

dialogo con Glory in Dragonfall
L’interfaccia di dialogo di Shadowrun: Dragonfall in azione

Shadowrun mescola assieme fantasy e cyberpunk, creando un universo di gioco alquanto peculiare e in cui elfi, nani, troll, orchi e tanti mostri e creature magiche camminano per la Terra, a seguito del grande risveglio del 2012, in cui la magia è tornata nel nostro mondo… allo stesso tempo però ci sono anche tutti gli elementi distintivi del cyberpunk, tra corporazioni corrotte e avide di potere in lotta fra loro, innesti cibernetici, degrado, criminalità dirompente, mercenari che si vendono al miglior offerente e così via.

La serie, rilanciata di recente grazie a Kickstarter con tre gdr con visuale isometrica, tanti dialoghi, party di quattro elementi e combattimenti a turni, vanta un ottimo cast di compagni e personaggi e una narrativa di livello, unito ad un buon quest design che spesso consente approcci multipli alle missioni, sbloccando (o chiudendo) nuove opzioni in base alle scelte del giocatore e alle abilità possedute dal protagonista. Particolarmente riuscito è soprattutto Shadowrun: Dragonfall, che parte dalla base un po’ grezza di Shadowrun Returns rifinendola alla perfezione.

Star Wars: Knights of the Old Republic

l'Ebon Hawk atterra a Korriban
Il vostro personaggio non sarà l’unico a possedere una spada laser e un forte legame con la Forza

I due primi e unici (almeno finora) gdr ambientati nel mondo di Star Wars, che sfruttano un regolamento basato sul d20 e quindi piuttosto simile alla terza edizione di D&D, ma con le spade laser al posto delle armi bianche tradizionali e i blaster al posto di archi e balestre. Con i loro eventi posti 4000 anni prima dell’ascesa dell’Impero, i due Knights of the Old Republic esplorano l’Universo Espanso di Guerre Stellari, con combattimenti in tempo reale con pausa, visuale in terza persona e un gruppo ridotto a tre elementi (compreso il protagonista).

I due giochi hanno un tono decisamente diverso l’uno dall’altro, col primo che ricalca più fedelmente le atmosfere tipiche della Vecchia Trilogia e il secondo che invece sperimenta maggiormente e affronta tematiche meno usuali per Star Wars (e purtroppo è un po’ castrato da un’uscita decisamente affrettata), ma se siete fan della galassia lontana lontana creata da George Lucas è sicuramente il caso di dar loro un’occhiata.

Vampire: The Masquerade – Bloodlines

copertina di gioco
La copertina di gioco, con l’iconica Jeanette in primo piano.

In Bloodlines vestirete i panni delle creature della notte per antonomasia: i vampiri, girando per le strade e i vicoli oscuri di Los Angeles, alla ricerca di prede indifese con le quali saziare il vostro appetito di sangue e allo stesso tempo cercando di districarvi tra i complessi equilibri che regolano i clan vampireschi.

Nonostante il gioco cali un po’ nelle ultime fasi, tutto ciò che vedrete prima vale ampiamente il prezzo del biglietto, grazie a numerose scelte, dialoghi ben scritti, personaggi memorabili, missioni che potrete affrontare in tanti modi diversi e addirittura partite che possono cambiare anche radicalmente in base alle vostre abilità o alla scelta del clan iniziale (due in particolare vi faranno vivere un’esperienza del tutto diversa dalle altre).

Bloodlines non ha avuto molta fortuna all’uscita e purtroppo il suo flop commerciale ha portato alla chiusura del talentuoso team di Troika Games, ma è diventato nel tempo un vero e proprio cult… e se lo proverete non sarà difficile capirne il motivo.


Questi sono alcuni dei principali (e migliori) giochi di ruolo non-fantasy, se le descrizioni vi sembrano accattivanti al punto giusto vi ricordo che potete trovarli su Amazon o Humble Bundle e che acquistando tramite i miei link contribuite a supportare questo sito nella creazione di altri contenuti di qualità.

 


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