Yakuza Kiwami 2 – La recensione

Un po’ di tempo fa avevo parlato di Yakuza Kiwami, remake di Yakuza, capostipite di una serie che ha attraversato diverse generazioni di console, dagli esordi su PS2 fino agli arrivi su PS4 prima e PC poi. Nonostante il successo ottenuto nel Paese del Sol Levante, il crime drama di Sega è andato incontro ad alterne fortune in Occidente, ma negli ultimi anni è stato riscoperto ed apprezzato anche da molti nuovi giocatori che si sono appassionati alla saga, tra cui il sottoscritto. E dunque eccoci di nuovo alle prese con un altro capitolo della storia di Kazuma Kiryu, ex-affiliato ad uno dei più importanti clan della yakuza che però ha scelto di lasciarsi la sua vecchia vita alle spalle.

Yakuza Kiwami 2, come si può facilmente intuire, è il remake del secondo capitolo della serie, anch’esso uscito originariamente per PlayStation 2 e di cui ripropone integralmente la storia, presentandola però in una rinnovata veste grafica e con un gameplay più moderno e in linea con quello delle sue iterazioni più recenti. Un anno dopo le vicende del predecessore, Kazuma Kiryu si ritrova di nuovo coinvolto, suo malgrado, nel mondo della malavita giapponese con l’obiettivo di evitare una guerra sanguinosa fra il Clan Tojo e l’Alleanza Omi, che potrebbe devastare Kamurocho.

La formula di gioco è grosso modo quella a cui i fan della serie sono abituati, col giocatore che può muoversi in un open world di dimensioni abbastanza contenute (specialmente se paragonato a molti altri giochi con mondi aperti usciti negli ultimi anni), partecipare a brutali risse contro i bulli e i gangster locali, dedicarsi alle missioni principali o perdersi tra le numerose attività collaterali e tra i vari minigiochi.

Kazuma Kiryu fuma sotto la pioggia
Kazuma sorride poco e lo vedrete più spesso con un’espressione cupa o imbronciata.

A dispetto delle sue dimensioni piuttosto limitate, Kamurocho è come al solito piena di vita e ricreata con grande cura, permettendo di immergersi pienamente in un contesto che per noi occidentali non è sicuramente familiare, ma che è proprio per questo ricco di grande fascino. E non è finita qui perché durante l’avventura potete esplorare anche Sotenbori (già vista in Yakuza 0 e, ovviamente, nell’originale Yakuza 2), modellata su uno dei quartieri più caratteristici di Osaka.

A rendere l’atmosfera ancora più bella rispetto ai capitoli passati è il nuovo motore di gioco, il Dragon Engine, che, oltre a presentarsi con una grafica notevolmente migliorata, offre finalmente un’esperienza di gioco (quasi) senza soluzione di continuità. Se in passato c’erano caricamenti ogni volta che si entrava o usciva da un negozio o nella transizione fra fasi esplorative e di combattimento, adesso il tutto avviene fluidamente e senza interruzioni. Inoltre, un altro aspetto a beneficiare del nuovo motore è la verticalità della mappa, che non si sviluppa più solo orizzontalmente ma aggiunge una nuova dimensione (pur se ancora piuttosto limitata) all’esplorazione.

A cambiare è anche il sistema di combattimento: la base rimane la solita da beat ‘em up in cui menare le mani contro gruppi di nemici, incatenando alcune semplici combo o sfruttando l’ambiente a nostro vantaggio, raccogliendo armi improvvisate come cartelloni e biciclette per usarle contro gli avversari, però non ci sono più i diversi stili da adottare in base alla situazione e che garantivano una maggiore varietà, cambiando il modo di giocare e permettendo di adattarsi in base alla minaccia da fronteggiare. A far da contraltare ci pensano invece una fisica più presente, che rende le collisioni più realistiche, e soprattutto una maggiore interazione (e possibilità di distruzione) ambientale.

Non mancano alcuni elementi gdr: infatti dopo aver vinto uno scontro, e in realtà anche al completamento delle missioni o mangiando nei ristoranti, guadagnerete dei punti esperienza da spendere per potenziare il vostro protagonista, potenziandone le statistiche e sbloccando nuove abilità da usare in combattimento.

Kamurocho in Kiwami 2
Uno scorcio di Kamurocho nel nuovo motore di gioco

Se l’esplorazione è migliorata e sul fronte dei combattimenti ci sono stati sia passi in avanti che all’indietro, la solita grande cura è stata riposta nei minigiochi e nelle attività secondarie, con materiale in diversi casi inedito e anche di un certo spessore, come la possibilità di giocare Virtua Fighter 2 entrando in sala giochi. Purtroppo alcuni dei miei passatempi preferiti come il pocket circuit sono stati rimossi, ma in ogni caso il mondo di Yakuza Kiwami 2 resta ricco di attività divertenti per chi vuole semplicemente girare la mappa e svagarsi senza concentrarsi sulla storia.

Oltre ai minigiochi, ci sono poi numerose missioni secondarie, alcune brevi e altre più elaborate, che spesso fanno da contraltare alla serietà della trama catapultando il giocatore in situazioni a dir poco grottesche e che esplorano alcuni degli aspetti più peculiari della cultura giapponese, come da tradizione della serie. Non mancano anche sottotrame più impegnate, comunque, e in generale il lavoro svolto sulle side quest è buono, con tanti scenari interessanti, memorabili o genuinamente divertenti.

Due delle sottotrame più elaborate sono poi legate a due minigiochi: in uno Kazuma si troverà a gestire un club cabaret a Sotenbori, dovendo gestire un roster di ragazze e assicurarsi che i clienti siano soddisfatti… oltre a fare il maggior numero di ordinazioni possibile. Il secondo invece vede Kazuma allearsi con il suo storico rivale Goro Majima per aiutarlo nella sua carriera di imprenditore edile… come? Con una modalità tower defense in cui controlleremo alcuni personaggi per difendere le costruzioni della ditta dagli attacchi dei teppisti. Entrambe le modalità divertono e aggiungono varietà al gioco, ma sono anche completamente opzionali e quindi possono essere bypassate interamente da chi preferisce concentrarsi sulla narrazione.

Per quanto riguarda la storia, come al solito viene narrata attraverso numerose cutscene caratterizzate da un’ottima cura registica. Ad essa si accompagnano dialoghi avvincenti e diversi passaggi d’impatto. C’è forse qualche colpo di scena di troppo nella parte finale e il ritmo a volte rallenta un po’ più del necessario, ma per il resto si tratta del solito buon lavoro degli sviluppatori, forte soprattutto di un cast di personaggi memorabili e dal grande carisma. Degno di nota è soprattutto l’antagonista, che ha una grande presenza scenica e una personalità ben tratteggiata e più interessante di quanto potrebbe inizialmente apparire.

Kiryu vs boss
Negli scontri più importanti vedrete spesso Kiryu e il suo avversario affrontarsi a torso nudo e mostrando fieramente i tatuaggi che ricoprono le loro schiene

Chiudo dedicando qualche parola all’impianto tecnico. Come già detto prima, il nuovo motore di gioco regala degli scorci molto caratteristici, ma la notizia positiva è che rimane abbastanza leggero anche sui PC non più recenti. Col mio computer (che ormai ha passato i 5 anni di età e monta una scheda video Radeon R9 290 ormai un po’ antiquata) Kiwami 2 è filato sempre liscio e senza incertezze, pur giocando ad alto dettaglio grafico ad una risoluzione di 1920×1080.

Yakuza Kiwami 2 è il mio terzo viaggio all’interno di questa bella saga nipponica e ancora una volta è riuscito a catturarmi grazie ad un’atmosfera affascinante e unica, al suo mix talvolta un po’ spiazzante ma comunque riuscito di dramma e grottesco, all’ambientazione finemente ricostruita e grazie a personaggi di grande spessore. È un viaggio che ho intenzione di proseguire con i prossimi capitoli (aspettando notizie su un remaster o remake dei capitoli 3, 4 e 5 della serie) e che non posso che consigliare anche ai lettori che non sono spaventati da una notevole mole di filmati a cui assistere e testi da leggere.

Se siete già dei fan degli Yakuza, allora Kiwami 2 è un altro riuscitissimo capitolo in cui gettarsi, mentre se dovete ancora fare conoscenza con la serie ma vi è piaciuto quel che avete letto… beh, il mio consiglio è di dargli una chance, anche se suggerirei ai neofiti di partire con Yakuza 0, che, oltre a rimanere il capitolo complessivamente migliore dei tre che ho provato, è il punto di partenza ideale per i nuovi giocatori.


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