La trilogia di Banner Saga, un viaggio epico nel mondo vichingo di Stoic

Torno all’attività dopo un periodo in cui sono stato colpevolmente lontano dal sito per spendere qualche parola su una delle saghe che più ho apprezzato in questi ultimi anni, una trilogia di giochi di ruolo con anche elementi tattici e strategici che è riuscita a spiccare all’interno della florida scena indipendente. Parlo di The Banner Saga, serie nata su Kickstarter nel 2012 grazie al lavoro di alcuni ex dipendenti di BioWare e apprezzata soprattutto per l’ispiratissima direzione artistica, per l’ambientazione vichinga e per la sua ricca storia.

In tutta onestà, devo ammettere di non essere stato subito convinto della bontà del progetto di Stoic (questo il nome della software house responsabile della trilogia) e infatti non ho partecipato alla campagna crowdfunding, né ho acquistato il gdr appena giunto negli scaffali digitali di Steam e GOG nel 2014, decidendo di recuperarlo con qualche mese di ritardo e solo dopo averne letto un buon numero di pareri positivi sul web. Tuttavia, è bastato davvero poco per far scattare la scintilla (infatti l’ho inserito nella lista dei migliori gdr usciti da Kickstarter) e immergermi completamente nel suo bellissimo mondo di gioco… e se gli darete una chance, sono convinto che sarà lo stesso anche per voi!

La prima cosa che si nota, una volta avviato il gioco (ma in realtà pure guardando un trailer), è la splendida direzione artistica, fatta di illustrazioni coloratissime e dallo stile inconfondibile che ci portano in un mondo fantasy fortemente ispirato alla mitologia norrena e popolato da umani e da una razza di giganti cornuti chiamati varl. Ci sono stati alcuni conflitti tra le due specie in passato, ma più di recente le loro relazioni si sono fatte più amichevoli… questo, però, non vuol dire che la situazione sia esattamente tranquilla. Infatti, gli dei sono apparentemente morti, il sole è fermo nel cielo e non tramonta più, ma soprattutto un’antica razza di strani e poderosi combattenti, chiamata semplicemente “distruttori” da uomini e varl, sta riemergendo dalle profondità della terra, seminando caos e distruzione sul proprio cammino.

banner saga goddess
La direzione artistica di The Banner Saga è estremamente ispirata e visiterete spesso paesaggi di grande fascino

Il giocatore ha il compito di guidare Rook, sua figlia Alette e la loro carovana attraverso questi tempi difficili, cercando di sopravvivere alle numerose avversità che incontreranno sul loro cammino, accogliendo o respingendo altri alleati o profughi e compiendo numerose scelte difficili per assicurare il successo della propria missione. Sulla storia non dirò nient’altro, perché è bene viverla in prima persona senza rovinarsela con degli spoiler, sappiate solo che è ricca di momenti dal grande impatto emozionale, dialoghi ben scritti, personaggi interessanti e decisioni ardue e non scontate, con conseguenze pesanti, non sempre prevedibili e che possono verificarsi anche a distanza di ore dalla scelta fatta. Ad enfatizzare la potenza della messa in scena, ci pensa poi la colonna sonora orchestrale, che accompagna sapientemente ogni scena e in cui non scarseggiano pezzi decisamente epici e memorabili.

In aggiunta ai suoi meriti narrativi ed artistici, comunque, The Banner Saga ha una formula di gameplay piuttosto semplice ma pienamente funzionale all’intento degli sviluppatori. Oltre ai dialoghi a scelta multipla tramite i quali saremo spesso chiamati a risolvere i problemi che sorgeranno durante il cammino, vi è un elemento strategico dato dalla gestione della carovana e delle sue risorse: combattenti e membri del clan potranno unirsi al nostro viaggio, aiutando con i loro talenti ma allo stesso tempo gravando sulle riserve di cibo, che si consumerà più rapidamente quanto più numeroso sarà il nostro seguito e che, una volta terminato, causerà la morte di numerosi alleati ogni giorno finché non potrete saziarli nuovamente; inoltre, c’è anche il morale, che peggiora progressivamente col passare dei giorni ma può essere risollevato accampandosi e riposando per una giornata, e che influenza le abilità in combattimento dei nostri eroi.

banner saga combat
Tipica schermata di combattimento di Banner Saga, con il gruppo di eroi alle prese con i distruttori nemici

Combattimenti che avvengono secondo un sistema a turni, in cui i vostri eroi e i nemici si alternano fino a che uno degli schieramenti non prevale. I personaggi sono divisi in alcune classi di base, ognuna con caratteristiche differenti da sfruttare quindi in modo diverso, e oltre agli umani avrete a disposizione pure i varl, ben più possenti e resistenti rispetto a donne e uomini ma anche meno versatili e più impacciati nei movimenti. A regolare il tutto ci sono due statistiche principali: forza e armatura, la prima determina sia la salute che i danni inflitti dal personaggio, mentre la seconda rappresenta la sua difesa e va abbattuta prima di poter infliggere colpi decisivi agli avversari. L’ammontare di danni fatto o subito dipende dalla differenza fra forza dell’attaccante e armatura del difensore (es. chi attacca ha forza 10 e chi difende ha armatura 7, quindi il danno è pari a 3).

Come detto, la formula di per sé è piuttosto semplice, ma comunque il gioco ha una discreta profondità tattica e spesso (dal momento che forza e salute coincidono e quindi diminuendo la salute di un nemico lo si rende inoffensivo) è più utile indebolire un bersaglio fino a renderlo fondamentalmente innocuo, piuttosto che eliminare un avversario per volta fino alla vittoria. Le battaglie comunque non sono il piatto forte del gioco ed anzi possono diventare un po’ ripetitive col passare delle ore (ma la durata non è eccessiva, quindi arriverete ai titoli di coda prima che la ripetitività dei combattimenti abbia la meglio), soprattutto nel primo capitolo della serie, in cui la varietà di scenari e nemici è piuttosto scarsa, mentre i seguiti fanno un lavoro di differenziazione migliore, introducendo nuove situazioni di gioco, obiettivi da raggiungere, ostacoli da aggirare o da sfruttare a proprio vantaggio e nuove classi di avversari e alleati sul campo di battaglia.

screenshot di The Banner Saga 2
I centauri, una delle razze aggiunte in The Banner Saga 2, sono più mobili rispetto alle altre specie e vanno fronteggiati (o sfruttati) con tattiche diverse

Se gli scontri non sono, come detto, la principale attrattiva dei tre Banner Saga, il core gameplay è invece incentrato sulla gestione della carovana e delle scelte, entrambi aspetti ben realizzati dal team di Stoic. Le decisioni che prenderete saranno spesso sofferte e sarà quasi impossibile evitare conseguenze spiacevoli per alcuni dei vostri eroi o per i membri della vostra spedizione, obbligandovi a fare attenzione a come comportarvi in ogni situazione e trasmettendo perfettamente il senso di pericolo del viaggio disperato di Rook, Alette e compagni. E con il mondo in fermento bisognerà fare attenzione a chi accogliere o respingere nel proprio gruppo, o riflettere se sia il caso di fidarsi di un determinato personaggio oppure no, siccome fare i “buoni” e cercare di aiutare tutti non sarà sempre la via più saggia.

La gestione strategica della carovana e delle sue risorse, invece, pur poggiando su una formula abbastanza semplice è a sua volta in grado di mettere in difficoltà il giocatore, porgendogli alcune problematiche non sempre scontate. Sarà il caso di riposarsi per risollevare il morale (e avere quindi un vantaggio nei prossimi scontri) perdendo però un giorno di marcia e consumando cibo col rischio di ritrovarsi senza in futuro? Meglio concentrarsi sul proprio, piccolo gruppo di sopravvissuti, riuscendo quindi a far durare le proprie riserve di cibo più a lungo, ma respingendo uomini, donne e bambini che hanno bisogno del nostro aiuto, e che magari potrebbero anche sdebitarsi dandoci una mano nel momento del bisogno (oppure rivelarsi una spina nel fianco)? Le risposte non sono scontate e sta ad ogni giocatore percorrere la sua strada nel modo che ritiene più opportuno.

Insomma, The Banner Saga è una trilogia affascinante e se quanto avete letto finora è bastato a suscitare il vostro interesse, il mio consiglio è di dargli una chance. Essendo già stata completata, non è necessaria alcuna attesa prima di potersi godere l’epilogo della storia ed è pure possibile giocarli tutti d’un fiato, inoltre la qualità rimane costante in ogni capitolo e, anzi, il secondo e il terzo sono pure più rifiniti e bilanciati, oltre ad avere più carne al fuoco rispetto al primo. È un viaggio epico, bello, avvincente e a tratti struggente che non posso fare a meno di consigliare a tutti gli amanti dei giochi di ruolo, e dei videogiochi in generale.


2 risposte a "La trilogia di Banner Saga, un viaggio epico nel mondo vichingo di Stoic"

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